2008 XV stazione
visioni

Backstage de " Il vento fa il suo giro" di Jaime Palomo Cousido, Aranciafilm
Presentato da Thierry Toscan, Asolo 2006_ 00:31:00
Nel luglio del 2007, al termine della proiezione de “Il vento fa il suo giro”, il pubblico della Postaja, smaltita l’emozione, si chiedeva molte cose riguardanti gli aspetti pratici della realizzazione. Tutti riconoscevano in Chersogno il proprio paese. Tutti avevano a che fare con i personaggi tratteggiati nel film ma tutti ritenevano impossibile girare un film come questo nel loro paese. Ad esempio, com’è stato possibile che gli abitanti di una comunità (che sono i protagonisti del film, insieme a Thierry Toscan e Alessandra Agosti) accettassero di ritrarsi mettendo in risalto anche e soprattutto il lato oscuro della loro vita, la vita di un paese di montagna che è Chersogno, nelle valli occitaniche del cuneese ma che è anche tutti i paesi della montagna, quella povera, mettendo “in piazza” l’invidia; il sottile piacere della calunnia; la diffidenza verso il forestiero che diventa ostilità; l’attaccamento morboso alla proprietà; un ambiguo amore verso la propria cultura che giustifica il rifiuto di ogni diversità esterna; il ritorno agostano dell’emigrante che è la cosa più tremendamente agostana che ci si possa immaginare.

Lo Zio Sem e il sogno bosniaco
regia di Chiara Brambilla
produzione Mir Cinematografica e Doc Lab 2008_ 00:52:00
Le colline di Visoko, sperduto villaggio nel cuore della Bosnia, nascondono in realtà cinque piramidi create da una civiltà scomparsa. Sono le più antiche e alte del mondo. È quello che sostiene Semir Osmanagič, intraprendente e misterioso businessman bosniaco tornato a Visoko dopo quindici anni di esilio americano.La rivoluzionaria scoperta ha stravolto l’immaginario del luogo e la vita delle persone, attirando nel villaggio televisioni, scienziati e curiosi da tutto il mondo.Ma i veri protagonisti sono gli abitanti del luogo: gente comune che – catapultata da un giorno all’altro al centro del palcoscenico – cerca di fare i conti con i drammi della storia recente e con il bisogno di guardare avanti.Il documentario, vincitore del recente Bellaria Film Festival, è una commedia umana che racconta un anno della vita di Visoko all’indomani della scoperta.
La folgorante intuizione di Semir cede progressivamente il posto al sogno ad occhi aperti di un’intera comunità: il sogno bosniaco.

Mala apokalipsa
regia di Alvaro Petricig
Slovenia-Italia, 2008
coproduzione Zavod Kinoatelje, Kinoatelje di Gorizia, Circolo di cultura Ivan Trinko 2008
Cisgne/Čišnje, in comune di San Leonardo/Podutana come simbolo dell’abbandono, ma anche come metafora di come lo sviluppo, pensando anche alle parole profetiche di Pasolini, abbia portato alla “degradazione antropologica degli italiani”.
È su questa linea che si muove Mala apokalipsa, ultima opera di Alvaro Petricig che completa la trilogia iniziata nel 1998 con Sarce od hiše (Il cuore della casa) e proseguito con Starmi cajt Il tempo ripido (2003). Il piccolo gruppo di case spopolatosi progressivamente dagli anni ‘50 e abbandonato definitivamente in seguito al terremoto del 1976, viene raccontato da Petricig attraverso le sole voci di alcuni testimoni e le immagini di ciò che rimane del paese: i muri che stanno crollando, i rovi ed il bosco che stanno occultando a qualsiasi visitatore anche la semplice presenza dei resti delle case. “Il mondo in cui oggi viviamo tende a non conservare rovine per il domani, – spiega Alvaro Petricig - ciò che giorno per giorno viene rimosso in quanto maceria, alla stregua di un residuo o rifiuto, allude alle tante rimozioni operate nella società contemporanea: la vecchiaia, la malattia, la morte”. Un film che nella sua lirica durezza straccia l’impotente retorica nostalgica c he è concausa della fine dei paesi di montagna mettendoci di fronte alla realtà dei fatti.

Gaza City
Armin Linke, Berlin
Montaggio: Carlotta Cristiani
ricerche d’archivio: Ashref El Amreeti
Camera: Zakaria Abu Harbeed, Mohammad Adwan, Maher Abu Quta, Ashraf Ali, Ramattan Studios Gaza 2003_ 00:15:00
Reperite negli archivi di un canale televisivo di Gaza, queste immagini sono state girate in occasione del blocco principale della strada principale all’altezza della colonia di Netzarim e mostrano la deviazione della circolazione verso la spiaggia. Non ci sono morti, né distruzione ma un semplice, banale avvenimento quotidiano mai utilizzato dai media.

Videoconfessioni di confine
Anja Medved e Nadja Veluscek
Nova Gorica - Gorizia
produzione: Kinoatelje Gorizia
L’ultimo giorno prima della caduta del confine (giovedì, 20 dicembre, dalle 17 alle 24) l’ufficio doganale in via San Gabriele, dove per decenni ci veniva chiesto se abbiamo ‘qualcosa da dichiarare’, si è trasformato in una sorta di “video-confessionale” in cui ognuno ha potuto finalmente dichiarare ciò che non ha mai avuto il coraggio di dire ai doganieri. L’ assoluzione è stata data da un caffè corretto, che simbolicamente ci riporta ai tempi in cui si contrabbandava dall’Italia in Jugoslavia il caffè, e dalla Jugoslavia in Italia la grappa.
L’operazione è parte del progetto Eu-foria, che ha lo scopo di conservare la memoria comune dei territori lungo il confine. In quest’occasione Kinoatelje ha invitato tutti coloro che hanno una videocamera, una macchina fotografica o un cellulare con fotocamera integrata a documentare gli eventi.

Brez besede – Senza parole
Dedichiamo una breve rassegna di corti e film a una regina del sonoro, la polacco-slovena Hanna Preuss, sound designer di alcuni dei più importanti lavori filmici dei paese della ex Jugoslavia. Le opere presentate non hanno dialoghi.