2008 XV stazione
Progetti per il paese di Topolò

Juliova Grip
Jan van der Ploeg
Amsterdam
n°242, n° 243, n° 244, n° 245 2008
Come fu che Jan van der Ploeg giunse sul finire del secolo scorso a Topolò da Amsterdam? Fatto sta che sono passati undici anni, JVDP è come di casa qui.
Ci si è trovato così bene Jan, da noi, che ha pensato di aprire un’ambasciata, la prima delle ambasciate che impreziosiscono il borgo. Ci si è trovato così bene Jan, che è tornato anche ad agosto più volte con la sua famiglia per trascorrere le vacanze.
E un giorno ha detto “grip” e “grips” (maniglie) furono su alcuni muri: casa Pihuova, casa Mohorinova a Liessa, e ancora sull’Ambasciata e una fontanella nel paese basso. Il Grip, dice lui, è una cosa che dà forza, serve per sollevare non per abbattere; chiede energia. È curiosa l’agenda di Jan: si leggono in fila lungo i giorni del mese, New York, Los Angeles, Basilea, Topolò, Berlino, Vienna cioè i luoghi dov’è invitato a creare le sue opere murali, preziose come le raffinate pitture disvelate sabato 5 luglio all’interno di Casa Juliova, sede operativa della Stazione.
Jan Van der Ploeg vive ad Amsterdam.

What TTIME is it?
Francesco Michi
Firenze 2008
It’s TT5 o’clock , … sono le cinque secondo TopoloTime, l’ora di Topolò. Secondo TopoloTime (TTIME) se sono le cinque a Topolò sono le cinque anche a Bagdad, e a Katmandu, e a Londra ed a New York e Sarajevo. TopoloTime è l’ora locale, precisa, calcolata nel meridiano che passa attraverso il paese di Topolò, longitudine 13° 36’ 07” (dal meridiano di Greenwich), ma TopoloTime è soprattutto un’ora universale, la stessa per tutti gli abitanti del globo.TTIME non abolisce i fusi orari, ma ne crea uno unico per tutti, di 360 gradi.
L’uso dei fusi orari fu introdotto alla fine del 1800, per rimediare ai disagi che cominciava a creare, col progredire degli scambi e del viaggiare l’utilizzo per ogni luogo della sua propria ora locale. Oggi il viaggio dell’informazione sostituisce quello fisico dell’uomo e spesso è addirittura istantaneo (telefono, fax, internet), i cellulari non collocano più ricevente e trasmettitore in due spazi geografici noti, la capacità di spostarsi è infinitamente cresciuta in velocità e facilità. Oggi forse il tempo potrebbe essere contato secondo un unico riferimento.TopoloTime è l’ora ufficiale dell’Ufficio Flussi Estetici (ÆFB – www.aefb.org), ufficio nato a Topolò nel 2000 con un progetto che oggi definirei burocratico-futurista di regolamentazione e ordinamento della fruizione dei prodotti artistico-estetici, cui l’istituzione di un tempo unico, svincolato da esigenze commerciali e territoriali, risultava necessaria e congeniale.What TTIME is it? è l’ufficializzazione del TopoloTime, con la posa di un orologio pubblico nel paese, ed è un invito esteso a tutti ad usare TopoloTime per i vostri network, per appuntamenti e collaborazioni su internet o nella vita, nei vostri palmari o telefoni cellulari…. maggiori dettagli su www.topolotime.netFrancesco Michi vive e lavora a Firenze, dove si è laureato in Filosofia e diplomato in Musica Elettronica. Dal 1982 ad oggi ha realizzato diversi lavori impostati sui criteri dell’ecologia sonora e del design acustico. Dal 1999 si occupa di musica sul Web sia a livello teorico che progettando e realizzando operazioni musicali web-based. Nel 2000 inizia a lavorare con Albert Mayr, Luca Miti e Anton Roca al progetto Æstetic Flow Bureau, con l’obbiettivo di saggiare le forme e i tempi per la fruizione artistica e l’interattività nel web Nel 2007 e 2008 realizza con Mechi Cena il ciclo di trasmissioni radiofoniche L’Essere Rumoroso per la Radio Svizzera in Lingua Italiana.

Breve corso di paesologia
Franco Arminio
Bisaccia
Arminio ha scritto a oltranza per molti anni. adesso scrive ancora nel paese in cui vive, ma molto spesso gira per i paesi vicini al suo. Adesso Arminio non è uno scrittore ma un paesologo, cioè uno che dà attenzione al paese per il semplice fatto che è un paese. Arminio sta nel suo paese come se stesse in una clinica di cui è il paziente e il primario che visita i reparti. Arminio viene alla Stazio ne per tenere un corso di paesologia sei ore disribuite lungo un fine settimana in cui si racconta della fase terminale dei paesi nella fase terminale del pianeta.

Viaggio da Topolò ad Abitanti
dalla Benecia all’Istria attraverso paesaggi di confine
landscapesAbitanti è un piccolo borgo dell’interno dell’Istria, un luogo che da 15 anni è addossato ad un confine, un confine mai visto prima: quello che taglia in due, per la prima volta nella sua storia, l’Istria, il confine tra Slovenia e Croazia. Oggi è anche confine tra Europa e ‘Altra Europa’! In pratica, Abitanti ha una storia inversa a quella di Topolò, da sempre frontiera tra mondi contrapposti e da pochi anni praticamente senza confine. E poi Abitanti ha zero abitanti! E Topolove significa pioppeta e non ha pioppi! Nel progetto curato da Donatella Ruttar e ideato da Stazione di Topolò, si è voluto collegare questi due luoghi così lontani e così vicini invitando alcuni artisti, e non, a percorrere la strada che li separa, una strada tutta di confine ed ascoltare le loro impressioni.

Vedere l'occupazione
fotografie e video amatoriali dal Sahara Occidentale
Patrizio Esposito, Napoli
a cura dell’Ambasciata dei Cancellati
[…] “Abbiamo preso l’abitudine di fotografare. In strada e nelle nostre case, ma anche in carcere, in segreto, durante la notte e quando è possibile eludere la sorveglianza. È un impegno delicato ed efficace: comunichiamo con parole e con immagini dal cuore stesso delle prigioni e dei tribunali. Non vi sono professionisti con noi e abbiamo imparato da soli come fare. Ognuno agisce come può e con mezzi propri, ogni famiglia ha un cellulare o una fotocamera. Se nessun giornalista può documentare quello che accade nel Sahara Occidentale, dal 1975, tocca a noi dire cosa è l’occupazione. E le nostre povere fotografie rendono ridicola la verità dei funzionari marocchini, raccontando quanto è puerile l’informazione ufficiale. Fotografare è ora parte della resistenza: per sviluppare rapporti con il mondo, conoscere noi stessi, favorire la memoria”.Nelle città presidiate dal Marocco ogni cittadino sahrawi aggredito fotografa o fa fotografare il proprio corpo ferito, mostra le abitazioni devastate dalle forze speciali, l’assedio dei quartieri, le mobilitazioni improvvise. Ogni sahrawi guarda sé stesso e si fa guardare, dai propri vicini e da sconosciuti di altri paesi, attraverso tecnologie fino a ieri estranee alla realtà dell’esilio o della vita controllata dagli occupanti. Come già accaduto in passato: i sahrawi seguono a rappresentarsi direttamente e a dispetto delle scarse risorse. Approntano un archivio utile alla libertà e ai nostri occhi incerti.
Si ringraziano: Aminatou Haidar, Fatima Mahfoud, Cinzia Terzi, Giovanna Pallottini, Mario F. Martone, Francesco Esposito, Gianluca Solla, Riccardo Panattoni, Jean Lamore, Anne Torhild Nilsen, Rådmund Steinsvåg, Roberto Silvestri e la redazione di “Alias”, FotoGrafia 2008 - Festival internazionale (Roma), Fotografia Europea (Reggio Emilia).
Oltre alle fotografie e ai brevi filmati ripresi in clandestinità dai sahrawi nel Sahara Occidentale, saranno proiettati frammenti da due documentari realizzati da Jean Lamore (Building Oblivion, Ocean Productions Ltd, Francia-Usa), circa 2 minuti, e da Anne Torhild Nilsen (Western Sahara, Berserk Productions, Norvegia), 10 minuti.
Le fotografie e i filmati sono stati presentati finora a Londra (nell’ambito del Festival Sandblast, ottobre 2007), a Napoli (anteprima a Galleria Toledo, marzo 2007, e Sala Gemito, dicembre 2007), a Roma (Fotografia 2008 - Festival internazionale di fotografia, aprile-maggio 2008), a Reggio Emilia (Fotografia Europea, aprile-giugno 2008).

Passi nel silenzio
al tramonto del 10 Tammuz 5768 nei pressi dell’antico Cimitero ebraico
Davide Casali, Aulo Guagnini, Niccolò Steffanini
Trieste, Trieste, Novara
Una antica leggenda, tramandata da padre in figlio, narra di un uomo dei boschi depositario del segreto dell’antico cimitero ebraico di Topolò. Da secoli si sono perse le sue tracce ma pare che l’uomo sia in possesso delle antiche mappe cimiteriali. Si tratterebbe di una scoperta senza precedenti, che interessa tutti: finalmente si potrebbe individuare con precisione l’antico perimetro sacro e finalmente si potrebbe far luce su una parte della storia dell’antica Topolò. Inoltre, chi ha avuto la fortuna di incontrare quest’uomo in passato, ricorda di un incontro mistico di riflessione che gli ha permesso di vedere realtà che prima non era in grado di ravvisare, di cogliere essenze, sfumature, di vedere oltre quello che la nostra realtà ci impone. In base al calendario lunare l’uomo dovrebbe passare al tramonto del 10 Tammuz 5768.

Live Cuckoo Session + Mosquitoes Interactions
Video-acoustic improvisationI
Cian & Cosimo 2008
I numeri generano delle onde. Le onde spostano delle membrane. Le membrane generano suoni. Cosa faccio io in tutto questo? Faccio fluttuare i numeri. Cosa farà Topolò? Accoglierà i suoni come ospiti e, facendogli vedere casa sua, li re-immetterà nel sistema. Attraverso due microfoni è captata la riverberazione dello spazio circostante che viene poi convogliata nel computer attraverso livelli stratificati di onde sinusoidali legati gli uni agli altri, permettendomi in tal modo la più libera improvvisazione con le proprietà fisico-acustiche del luogo. L’ambiente non è più il veicolo: è lo strumento senza il quale non ci sarebbe il suono. Anche il video è una diretta: non si tratta solo di schiacciare un tasto del telecomando. Ogni posto contiene storie differenti, ed ogni storia necessita di uno strumento e di una tecnica differenti per poter essere raccontata al meglio. L’improvvisazione è in realtà un duo: due persone che fanno di tutto per far emergere una storia (o almeno una sua parte...) dalle case di Topolò come in un film. Le voci e la colonna sonora le farà l’uno, i piani sequenza ed il montaggio l’altro.

teletopolò
Leonardo Gervasi, Milano 2008
Teletopolò è una emittente molto particolare e artigianale ma con risultati di alta qualità. La si deve, tivù e qualità, a Leonardo Gervasi che insieme ai suoi allievi dell’Istituto Vigorelli di Milano. e del figlio Pietro riprendono gli aspetti “ufficiali” e il dietro le quinte della Stazione. Il risultato sono filmati di grande efficacia che rispecchiano molto bene lo spirito che anima il luglio topoliano.
La televisione di Topolò fornirà approfondimenti sulla Stazione in forma di “alleggerimento” seguendo il motto siate profondi, ridiventate chiari. Seguirà la vita di un paese come il nostro che per quindici giorni vede moltiplicarsi gli abitanti e le lingue e i costumi, sempre conservando gli stessi orari: dopo il tramonto, fino all’alba, nel pomeriggio…Spezzoni inediti, pillole di incoscienza, riprese e voci del paese allargato in lieve differita durante il week end.

Un metro quadro di Topolò
Fotocatalogazione di ciò che sfugge
Rocco Osgnach, Mantova
sfuggeIl mio progetto consiste nel tentativo di descrivere completamente un singolo metro quadro di terreno attraverso la catalogazione di tutte le cose, di tutti gli oggetti e gli esseri lì presenti. Un’indagine minima, circoscritta, che è in bilico tra catalogazione scientifica o botanica e il puro piacere estetico derivante dall’osservazione delle piccole cose trovate. Un lavoro in corso, aperto che può costituire uno strumento importante per analizzare la ricchezza e la diversità che anima i terreni posti ai confini, ai margini di. Gilles Clement definisce questi territori come residui che vivono, spesso e fortunatamente, dimenticati al limitare delle aree occupate dall’attività umana. Sono spazi di risulta derivati dall’organizzazione razionale ed economica del territorio, ma da considerarsi come gli ultimi magazzini della diversità e della ricchezza. I residui vanno intesi come luoghi di incontro, di conoscenza, di produzione del nuovo. Da questo punto di vista, secondo me, Topolò vive positivamente la propria natura di residuo. Il mio interesse quindi si rivolgerà ai margini, ad un preciso mq della Postaja, per cercare di contribuire all’osservazione minuta della pressione reciproca tra spazio umano e spazio naturale e alla ricchezza che in queste zone di frizione, di confine, sempre, si produce.

Pochi si svegliano a quel'ora
Wang Ruobing e Sai Hua Kuan
Singapore
Questo è un lavoro collaborativo e site-specific. L’installazione sarà creata, completata e dedicata al luogo. Il concetto centrale di questo lavoro è l’utilizzo della sorgente. Per gli abitanti di Topolò l’acqua di sorgente non è solo una risorsa organica, pura e naturale, ma anche un segno di quell’ambiente verde e pastorale tanto desiderato dagli abitanti delle grandi metropoli. La fragile natura della sorgente di Topolò conferisce una prospettiva unica al progetto proposto. Infatti, come abbiamo potuto osservare l’anno scorso, l’acqua zampilla solo in alcuni momenti, più frequentemente nel primissimo mattino. Secondo la filosofia Cinese, il Qi (materia-energia/forza della materia) è ovunque e si diffonde nel ‘grande vuoto’. Questo concetto metafisico ci ha ispirati nella creazione di uno strumento acustico per l’esplorazione del flusso del Qi in un dato tempo e spazio. Questo strumento sarà costruito nel luogo dove il flusso idrico è più consistente. Funzionerà non solo come recettore del suono dello scorrere dell’acqua, ma anche come altoparlante. Catturando e assorbendo il ‘rumore’ transitorio della natura, o Qi del processo vitale organico, l’essenza fondamentale dell’acqua di sorgente sarà esplorata, rivelata ed enfatizzata nel suo raccogliersi, scorrere e infine evaporare.

Site-specific research project "Soundscape mapping"
Progetto di ricerca site-specific ‘Mappatura del panorama sonoro’. Il progetto ‘mappatura del panorama sonoro’ è collaborativo e site-specific. Si basa sul trattamento sistematico del materiale sonoro e degli oggetti di un luogo. Il processo si compone di varie fasi con livelli di astrazione diversi, compresa la registrazione e il montaggio sul campo, la raccolta di oggetti, la costruzione di apparecchi acustici e l’elaborazione in tempo reale del suono. L’improvvisazione sonora che ne risulta combina le fasi sopracitate e i materiali in maniera predeterminata ma anche intuitiva, usando l’esperienza personale del luogo come una nuova componente ambientale. La prima parte del progetto consiste nell’esplorazione dell’ambiente sonoro e nell’intervento tramite il mixaggio sul campo. La seconda parte è la raccolta di materiali e la costruzione di strumenti. Terza e ultima, la performance del panorama sonoro ‘mappato’. Il mixaggio sul campo permette di conoscere un panorama sonoro tramite la sua scomposizione selettiva in parti complementari e la sua successiva ricomposizione. Si usano componenti selezionate per la narrazione della mappa sonora che permette la navigazione attraverso il panorama acustico, basandosi anche sui modelli proposti dall’audio-cartografo. Così il mixaggio sul campo rappresenta l’approccio cartografico al panorama sonoro. Il panorama audio così ricomposto si presenta come una mappa dell’esperienza personale risultante dallo stretto contatto con l’ambiente. Il mixaggio sul campo come documentazione permette l’accesso pubblico a parti altrimenti nascoste del panorama acustico, come una mappa topografica che ne rende possibile la navigazione.