2008 XV stazione

ascolti

parole nel vento
Ana Ligia Mastruzzo Sverinaz, Buenos Aires per flauto, voce recitante e strumenti 2008

il vento pronuncia e prende forma nello spazio,la parola è suono, il suono è tempo l’originaria afonia del pensiero si trasforma gradatamente in musica
a Topolò vorrei interpretare tre pezzi di compositori a me molto cari e con i quali collaboro. Ho scelto tre composizioni dove si fondono musica e poesia, il testo poetico è, insieme alle note, spartito. il mio respiro, il mio strumento emetterà suoni e parole, tutto sarà musica.

Suite in C, di Terry Riley
coordinamento Antonio Della Marina e Michele Spanghero 2008

La suite in C è un capolavoro. Scritta da Terry Riley nel 1964 è stata la prima opera del minimalismo musicale riconosciuta dal grande pubblico tanto da meritarsi la
pubblicazione da parte di una importante etichetta discografica (la CBS) nel 1968.
Ha una scrittura assolutamente originale che fonde elementi di composizione “alta” con le libertà del jazz e i ritmi della musica indiana.
L’organico, variabile per numero e strumenti, esegue una serie di 53 frammenti musicali in sequenza che si combinano tra loro in una trama cangiante e ipnotica. Ai musicisti viene lasciata la libertà di scegliere il numero di ripetizioni e l’allineamento ritmico, il che permette al brano di evolvere in maniera differente e unica ad ogni esecuzione. Per le sue caratteristiche, la suite In C (= in Do) si avvicina più ad un rituale che ad un concerto. La sua durata può variare dai tre quarti d’ora all’ora e mezza e richiede concentrazione e affiatamento. Per l’occasione sono stati riuniti molti musicisti che ruotano attorno alla Stazione assieme ad ospiti di passaggio e a persone che sono venute apposta anche da lontano per prendere parte all’evento. Qualcuno ha chiesto espressamente di partecipare, sicuramente molti si aggregheranno all’ultimo minuto. Insieme per un nuovo omaggio alla casa Juliova, a Topolò, alla musica.
Sarà un supergruppo, una irripetibile “Topolovska Minimalna Orkestra”, ad eseguire la Suite. Il coordinamento del progetto è affidato a due esploratori del suono legati alla Stazione: Antonio Della Marina e Michele Spanghero.


My Favorite Topolò
Quest’anno vorrei improvvisare con Topolò _ Letos bi rad improviziral na Topolovem. Massimo Falascone, Milano

Interverrò col mio fedele sax contralto e munito di Powerbook G4, hard disk recorder e altri dispositivi elettronici. Nei giorni della Stazione potreste scorgere un tipo all’apparenza normale - barba sottile, occhiali scuri, camicia extra-large - aggirarsi fra le stradine e gli eventi in programma con un registratore pronto all’uso e talvolta un sassofono a tracolla: non abbiate timore, sarò io che sto conducendo la mia improvvisazione. Durerà qualche giorno, muta e subliminale, e terminerà svelandosi in un concerto-performance per sassofono, Topolò sounds e live electronics. I materiali raccolti giorno dopo giorno saranno trasferiti al computer, frammentati, montati e ricomposti in un brano che diventerà protagonista dell’improvvisazione dal vivo, in real-time, fase conclusiva del percorso. La missione dell’improvvisatore consisterà nell’entrare in simbiosi con le note e le voci di Topolò, di suonare insieme a loro e di riconsegnarle all’aria, da dove erano venute, riaffermando così, ma con parole nuove, il pensiero di John Cage secondo il quale la musica è sempre attorno a noi, e se solo ci fermassimo ad ascoltarla potremmo rendercene conto.

Posegel bom z zvestim alt saksofonom ter s pomočjo Powerbooka G4, s hard disk rekorderjem in drugimi elektronskimi napravami. Morebiti boste med Postajo zagledali navidezno normalnega človeka – s tenko bradico, temnimi očali in ohlapno srajco – nič se ne bojte, to bo podpisani, ki snuje improvizacijo. Trajala bo nekaj dni, molče in subliminalno, končno pa se bo razkrila na koncertni performanci za saksofon, Topolove sounds in live electronics. Dan za dnem zbrano gradivo bo preneseno v računalnik, razstavljeno ter na novo sestavljeno v odlomek, ki bo osrednji akter improvizacije v živo, v real-time-u kot zaključne faze celotnega postopka. Naloga improvizatorja bo stopiti v simbiozo z notami in glasovi Topolovega, z njimi ustvariti glasbo in jih nato ponovno prepustiti etru, od koder so se oglasili. In tako potrditi, sicer z novimi besedami, kar je zatrjeval John Cage: da nas glasba obdaja vsenaokrog in da le, če obstanemo in ji prisluhnemo, to lahko doumemo. www.massimofalascone.com

La vita non fa rumore
Riflessioni in parole e musica di Gian Luca Favetto, Torino

...e suoniamo e leggiamo brani che sono l’identità, il paese, la terra, la lontananza, la scrittura e la musica... che so, una fisa, un sax, una tromba, un clarino, singoli o in duo o in trio, che suonino balli, orienti, viaggi, amori, frontiere, atmosfere leggendo con i loro strumenti alcune pagine, alcuni luoghi: Venezia, la Val Visdente, Torino, il Canavese, Parigi, Vientiane, Angkor, il Vietnam “, insomma... i luoghi de La vita non fa rumore, l’ultima opera dello scrittore piemontese che è di pretesto, qui, a una riflessione leggera e musicale sui temi portanti della Stazione.

“…tako pojemo in prebiramo o identiteti, domovini, deželi, zemlji, oddaljenosti, pisavi in glasbi … kaj vem, harmonka, sax, trobenta, klarinet, solo ali v duetu, tercetu; naj zaigrajo ples, vzhodni svet, popotovanja, ljubezni, meje, atmosfere; z njihovimi instrumenti brskamo po straneh in krajih: Benetke, Val Visdente, Turin, Canavese, Pariz, Vientiane, Angkor, Vietnam”, skratka … to so kraji knjige La vita non fa rumore (Življenje ni hrupno), zadnjega literarnega truda piemontskega avtorja, tu le povod za neobvezno, glasbeno razmišljanje o nosilnih temah Postaje.

Musica da Cucina _ kuhinjska glasba
People from the Mountains Morbegno

La prima volta che ho suonato musica da cucina è stato nel 2004, nell’appartamento in cui vivevo all’epoca: soffitti alti e un cucinino piccolo, in cui si erano alternate negli anni famiglie diverse, storie differenti tutte riunite per un attimo intorno al tavolo. Chitarre, una fisarmonica, posate, bicchieri, un bollitore sul fornello e il lavandino aperto, amplificato con un microfono da quattro lire. È stato quando, sullo sbuffare inquieto di una fisarmonica finalmente atona, il bollitore ha iniziato a fischiare, in modo dapprima flebile e poi via via sempre più intenso, come un grido dal passato, un suono intriso di ricordi e malinconie. È stato in quel momento che, come una magia, abbiamo sentito la presenza delle persone che avevano vissuto, mangiato, cucinato, amato in quella stanza nel corso degli anni tornare ad animare la cucina. La riscoperta dell’aspetto più artigianale della musica. Come un arrotino o uno spazzacamino che passano di casa in casa ad affilare e pulire, così anche con la musica poter andare di cucina in cucina a creare canzoni e musica con gli utensili a disposizione nel luogo, portando di casa in casa, di paese in paese, pensieri, emozioni e poesia. E così a Topolò.

Musica da Cucina _ kuhinjska glasba

La prima volta che ho suonato musica da cucina è stato nel 2004, nell’appartamento in cui vivevo all’epoca: soffitti alti e un cucinino piccolo, in cui si erano alternate negli anni famiglie diverse, storie differenti tutte riunite per un attimo intorno al tavolo. Chitarre, una fisarmonica, posate, bicchieri, un bollitore sul fornello e il lavandino aperto, amplificato con un microfono da quattro lire. È stato quando, sullo sbuffare inquieto di una fisarmonica finalmente atona, il bollitore ha iniziato a fischiare, in modo dapprima flebile e poi via via sempre più intenso, come un grido dal passato, un suono intriso di ricordi e malinconie. È stato in quel momento che, come una magia, abbiamo sentito la presenza delle persone che avevano vissuto, mangiato, cucinato, amato in quella stanza nel corso degli anni tornare ad animare la cucina. La riscoperta dell’aspetto più artigianale della musica. Come un arrotino o uno spazzacamino che passano di casa in casa ad affilare e pulire, così anche con la musica poter andare di cucina in cucina a creare canzoni e musica con gli utensili a disposizione nel luogo, portando di casa in casa, di paese in paese, pensieri, emozioni e poesia. E così a Topolò.

stazione di Topolò · postaja Topolove